Brasilien
"Suite du Bresil. Depuis la Baye de Tous les Saints jusqu'a St. Paul." - M. Danville, 1700-talets mitt.
"Suite du Bresil. Depuis la Baye de Tous les Saints jusqu'a St. Paul. Pour servir ā l'Histoire Gén.le des Voyages."
Koppargraverad karta över Brasiliens kust från Salvador i norr till Sao Paulo i syd.
Storlek: 17x24 cm. Kartytans brdd x höjd.
Kartan har varit vikt.
Pris: 1.200:-
"Suite du Bresil. Pour Servir ā l Histoire Générale des Voyages." - M. Danville, 1700-talets mitt.
"Suite du Bresil. Pour Servir ā l Histoire Générale des Voyages."
Koppargraverad karta över Brasiliens kust från strax söder om Sao Paulo ner till floden Platas utlopp i Atlanten.
Storlek: 17x24 cm. Kartytans bredd x höjd.
Kartan har varit vikt.
Pris: 1.200:-
"Carte du Bresil, Prem. Partie." - M. Danville, 1700-talets mitt.
"Carte du Bresil, Prem. Partie. Depuis la Riviere des Amazones jusquā la Baye de Tous les Saints, Pour Servir ā l'Histoire Générale des Voyages."
Koppargraverad karta över Brasiliens kust från Amazonas i norr till Salvador i syd.
Storlek: 32x24 cm. Kartytans bredd x höjd.
Kartan har varit vikt.
Pris: 1.500:-
"Plan de la Ville de St. Salvador. Capitale du Bresil." - 1700-talets mitt.
"Plan de la Ville de St. Salvador. Capitale du Bresil.", "Vue de la Ville de St. Salvador du coté de la Baye."
Koppargraverad karta över Salvador samt med vy över staden från havet och teckenförklaringar på bägge sidor av kartan till både vyn och kartan.
Storlek: 30x19 cm. Kartytans bredd x höjd.
Kartan har varit vikt.
Pris: 1.500:-
Salvador var Brasiliens huvudstad från 1549 till 1763 då Rio de Janeiro övertog dess roll. Staden kallas ofta Bahia i äldre källor för att inte förväxlas med övriga städer som heter Salvador.
"Charta öfwer öen Ferdinando Noronho." - ca 1761.
Koppargraverad och handkolorerad karta över ön Fernando de Noronha.
Kartan orienterad med norr rakt nedåt.
Storlek: 30x20 cm. Kartytans bredd x höjd.
Kartan har varit vikt. Fläck i ena marginalen.
Pris: 2.500:-
Kartan troligen gjord till 'artikeln' i K. Svenska vetenskapsakademiens handlingar om det Svenska Ostindiska kompaniets skepp Prins Fredric Adolfs besök på ön 1760.
"...Estado do Amazonas." - Ermanno Stradelli 1901.
"Mappa Geographico Estado do Amazonas."
"Organizado por Ermanno Stradelli de accordo com suas notas e exploracões e baseado nos melhores mappas. 1901."
"Ermanno Stradelli construit et delineavit"
Litografiskt tryckt karta som ger intryck av manuskriptkarta med handkolorering. Tryckt i Italien.
Uppfodrad på väv.
Storlek: 97x87 cm. Kartytans bredd x höjd.
Hål stort som en femkrona i övre vänstra delen, ingen kartförlust, en bokstav i titeln skadad.
Sällsynt karta.
Pris: 3.500:-
Ermanno Stradelli var en Italiensk greve tillika upptäcksresande som gjorde forskningsresor i Sydamerika under 1800-talets slut.
Ermanno Stradelli č il pių importante esploratore italiano dell'Amazzonia. Nato nel 1852 a Borgotaro (Parma) in una famiglia nobile da cui eredita il titolo di conte, studia nel collegio Santa Caterina di Pisa, si iscrive alla facoltā di giurisprudenza di quell'ateneo e compone versi, ma ben presto si dedica per conto proprio a studi di etnologia, topografia, farmacologia e omeopatia, botanica e zoologia, fotografia, portoghese e spagnolo, tutto quanto cioč gli č necessario per realizzare il suo sogno di diventare esploratore e geografo. Nel 1879, a sue spese, si reca in Brasile, arrivando a Manaus, base delle sue spedizioni in vari punti dell'Amazzonia. Visita la regione del Vaupés una prima volta nel 1881 e di nuovo nel 1882, quando risale il Vaupés fino a Yavaraté e il Papurí fino a Piracuara. Rientra in Italia nel 1884 per terminare rapidamente gli studi universitari di diritto ed esercita per qualche tempo a Genova. Ma l'innamoramento per la selva č sempre forte: nel 1885 pubblica a Piacenza Eiara, poemetto ispirato a una leggenda indigena, e la traduzione dal portoghese del romantico poema epico indigenista La confederazione dei Tamoi, di D. J. Gonįalves Magalhães.
Nel 1887 si imbarca nuovamente, stavolta per il Venezuela, con l'ambizioso proposito di individuare le sorgenti dell'Orinoco. A Caracas viene accolto dal presidente Guzmán Blanco e apprende che il francese Chaffanjon afferma di essere arrivato alla sua meta l'anno precedente. Dubitando di tale scoperta, decide di compiere comunque la traversata fino a Manaus. Nel 1890 č di nuovo nel Vaupés, spingendosi nel 1891 fino alle cascate di Yuruparí. E invia le dense relazioni intorno ai suoi viaggi, dallo stile sobrio ma incisivo, al "Bollettino della Societā Geografica Italiana", che patrocina le sue ricerche. Escono cosė le sue opere principali: Un viaggio nell'Alto Orenoco nel 1888, Rio Branco e Dal Cucuhy a Manaos nel 1889, L'Uaupés e gli Uaupés, la Leggenda dell'Jurupary nel 1890 e Iscrizioni indigene della regione dell'Uaupés nel 1900.
Nel 1893 si naturalizza brasiliano, convalida il proprio titolo di studio e prende ad esercitare l'avvocatura a Manaus. Nel 1897 compie un breve viaggio in Italia con il proposito di fondare una compagnia italo-brasiliana nel settore della gomma, ma non ha successo e ritorna subito in Amazzonia. Pubblica ancora brevi dizionari di lingue indigene, redige carte geografiche, raccoglie leggende. Ottiene giā nel 1895 un incarico pubblico che esercita fino al 1923 quando va in pensione e su insistenza della famiglia pensa a rimpatriare. Gli viene perō diagnosticata la lebbra e vive cosė gli ultimi anni in un lebbrosario presso Manaus in compagnia di mappe, manoscritti e ricordi, fino alla morte avvenuta nel 1926. Esce postuma sulla "Revista do Instituto Histķrico Geográfico Brasileiro" di Rio de Janeiro, nel 1929, la sua opera pių estesa, i Vocabulários portoghese-nheęngatú, monumentale raccolta di osservazioni su ogni aspetto della cultura indigena amazzonica attraverso la língua geral del gruppo tupí, utilizzata nel XIX secolo e agli inizi del XX come lingua franca e viva ancora oggi nella toponomastica e in molti termini passati allo spagnolo o portoghese locali.
Stradelli era conosciuto e stimato dai nativi del Vaupés, che lo chiamavano "Il conte" e gli attribuivano persino poteri magici, forse per via degli strumenti scientifici (come il microscopio capace di ingigantire un pidocchio) e dell'apparecchiatura fotografica (purtroppo il suo tesoro di cliché si č rovinato e quelle immagini sono andate perdute). Nei suoi scritti č scrupoloso e obiettivo quanto serenamente brillante nel narrare, e soprattutto si mostra privo di pregiudizi eurocentrici e animato da un enorme rispetto per le culture indigene. Pronto a condividere esperienze con i suoi ospiti, era tra i pochissimi bianchi cui fosse permesso percorrere liberamente la zona. Guardava con preoccupazione i metodi presuntamente civilizzatori dei bianchi (militari, commercianti, evangelizzatori) e considerava una grave sventura la scomparsa dei popoli indigeni e l'annientamento del loro modo di vivere e interpretare il mondo.
Nel 1883, i francescani italiani Coppi e Canioni scatenano nel Vaupés una rivolta indigena che blocca l'attivitā missionaria nella regione per molti anni. Profanano infatti dal pulpito della loro chiesa di Ipanoré il culto indigeno di Yuruparí, che equiparano al diavolo, e sono costretti alla fuga. Per Stradelli l'idea che quelle credenze e cerimonie tradizionali, di cui aveva giā avuto notizia, fossero una sorta di religione demoniaca č un'esagerazione di Coppi, prevenuto contro tutto quanto usciva dall'orbita cristiana. Per verificare questa sua intuizione, Stradelli comincia a indagare su quel mito e ha la fortuna di poter trascrivere in italiano la versione della leggenda fornitagli in língua geral dall'amico Maximiano José Roberto, saggio capo indigeno discendente da capi Manaos e Tariana, il quale aveva ordinato criticamente gli apporti di vari altri indigeni. Da tale pregevolissimo documento etnografico e letterario esce una figura di Yuruparí antico eroe legislatore, né malefico tentatore né destinatario di preghiere o sacrifici, bensė protagonista di una saga amazzonica e maestro di costumi ritualizzati in feste collettive. Poiché il manoscritto originale č andato perduto, questo ciclo mitologico fondamentale si studia in America Latina partendo dal testo italiano di Stradelli, che č stato ripubblicato in calce al volume di Danilo Manera Yuruparí. I flauti dell'anaconda celeste (Feltrinelli Traveller 1999).
"Mappa Geral do Brasil." - 1922.
"Terceira edicaõ popular do Jornal do Brasil."
Litograferad karta över Brasilien. Monterad på väv, lackad och med trärullar i över- och nederkant.
Infällda kartor: "Ilha Fernando de Noronha", "Ilha da Trindade"
Infälld bild på Jornal do Brasils hus.
Med porträtt på de bägge kejsarna av Brasilien, Pedro I och Pedro II samt efterföljande presidenter fram till 1922.
Storlek: 95x104 cm. Exkl. trärullarna.
Pris: 3.000:-
Med på kartan även Paraguay, Uruguay och Bolivia samt del av Argentina, Peru, Equador Colombia, Venezuela och Guyana.
"Maxourounas." - ca 1840.
Bilden tryckt ca 1840. Handkolorerad med ägg olje tempera-teknik.
Pris: 400:-
"Negerin v. Rio. Neger u. Negerin v. Bahia." - Zürich 1845.
"Negerin v. Rio. Neger u. Negerin v. Bahia.", "Negresse de Rio. Negre et Negresse de Bahia."
Honeggerschen Lithographischen Anstalt.
Litograferad bild på tre personer och ett barn i en sparsam men vacker omgivning.
Storlek: ca 23x22 cm. Bildytans bredd x höjd.
Fuktfläck i ena hörnan och kanterna, enstaka lagerfläck.
Pris: 1.200:-
"Botokudenfamillie." - Zürich 1845.
"Botokudenfamillie.", "Famille des Botokudos."
Honeggerschen Lithographischen Anstalt.
Litograferad bild på två personer plus två barn framför i en vackert tecknad omgivning. De bägge vuxna bär på blåsrör och extremt långa pilar samt en lång båge.
Storlek: ca 30x19 cm. Bildytans bredd x höjd.
Fuktfläck i ena hörnan och kanterna, enstaka brun fläck över titeln.
Pris: 1.000:-
Botocudoindianerna var ljusbruna i hyn, närmast vita men med en gulaktig ton som förstärkte deras asiatiska drag. När Botocudoindianerna kom ner till de Brasilianska hamnstäderna och mötte de kineser som arbetade där slogs de av likheten med dem själva och accepterade kineserna omgående som stamfränder.
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